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ZIMBABWE DRAMMA COLERA, A HARARE 350 RICOVERI AL GIORNO La recente epidemia di colera che ha colpito lo Zimbabwe è la peggiore che il paese abbia visto da molti anni. Le ONG e in particolare Medici Senza Frontiere (MSF) stanno facendo il possibile per salvare le vite di coloro che sono stati contagiati attraverso l'acqua e stanno lavorando in varie aree del Paese in cui sono stati identificati diversi focolai di colera. I ricoveri nei due ospedali di Harare, dove opera l'organizzazione umanitaria Medici senza frontiere, procedono al ritmo di 350 al giorno.
L'epidemia ha raggiunto adesso molte province del Paese, colpendo in particolare la periferia di Harare. Nella sola capitale i malati curati da Msf sono finora 4.000. La città meridionale di Beitbridge, che è al confine con il Sud Africa, è stata una delle più colpite. Dal 15 novembre MSF ha visto più di 1850 casi – la città ha una popolazione compresa tra i 40mila e i 50mila abitanti. Inoltre tutti i giorni centinaia di persone vanno e vengono da Beitbridge che è una città di confine: questo movimento continuo, insieme alle condizioni igienico-sanitarie, rendono più facile la diffusione dei batteri. Il governo dello Zimbabwe classifica come emergenza nazionale l'epidemia di colera che ha causato già 565 morti e chiede l'aiuto della comunità internazionale. "L'appello d'emergenza ci aiuterà a contenere il numero dei malati e delle vittime, dovute all'attuale situazione socio-economica" del Paese, ha dichiarato il ministro della Salute, David Parirenyatwa. Cos’è il colera? Il colera è un’infezione intestinale acuta causata da batteri condotti dalle feci umane e può essere trasmesso attraverso l'acqua, alcuni prodotti alimentari e raramente da persona a persona. I suoi principali sintomi sono la diarrea acuta e il vomito che causano grave disidratazione e una morte rapida se non curata tempestivamente. Circa 100mila casi sono segnalati ogni anno dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, la maggior parte dei quali in Africa. Come si cura il colera? La malattia può essere curata molto facilmente se diagnosticata in tempo. Ai pazienti viene somministrata una soluzione integrante per via orale. Dopo pochi giorni il corpo è libero da tutti i germi e il paziente è guarito. In casi più gravi, quando una persona è troppo malata per ingerire la soluzione via orale, viene somministra per via endovenosa. LA CROCE ROSSA ACCRESCE GLI AIUTI - Le organizzazioni umanitarie internazionali sono mobilitate. In particolare il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) ha annunciato un aumento degli aiuti nel Paese africano, con l'arrivo di 13 tonnellate di soccorsi medici. Il numero di casi segnalati è cresciuto del 176% rispetto alla settimana scorsa e nuovi programmi dovranno essere elaborati di fronte alle dimensioni dell'epidemia, ha detto a Ginevra la portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) Elisabeth Byrs. La diffusione del colera è aggravata dalla mancanza di accesso ad acqua pulita. ANCHE LA GRAN BRETAGNA AUMENTA GLI AIUTI - Il Regno Unito aumenterà gli aiuti per lo Zimbabwe, ha annunciato il premier Gordon Brown. "Per una volta, siamo d'accordo con il governo dello Zimbabwe, si tratta di un'emergenza nazionale - ha detto Brown in un comunicato -. Lo stato fallito di Mugabe non è più capace, o non ha più la volontà di proteggere il suo popolo, migliaia di persone colpite dal colera. Bisogna aiutarle urgentemente". "Le divergenze tra la comunità internazionale e Mugabe non ci impediranno di farlo. Aumenteremo i nostri aiuti allo sviluppo, e chiediamo agli altri paesi di fare lo stesso". IL PREMIER DEL KENYA HA AFFERMATO CHE E' TEMPO CHE MUGABE VENGA CACCIATO - Le trattative per una divisione dei poteri in Zimbabwe tra il presidente Robert Mugabe e l'opposizione sono palesemente fallite e quindi non resta all'Africa nel suo complesso che operare per allontanare dal potere Mugabe. Lo ha detto oggi il primo ministro keniano Raila Odinga. Dopo avere incontrato il leader dell'opposizione dello Zimbabwe Morgan Tsvangirai - personalità che gode del sostegno di molti paesi occidentali come d'altra parte avvenne anche a Odinga nel suo braccio di ferro con il presidente kenyano Mwai Kibaki - il capo del governo di Nairobi ha detto alla Bbc che Mugabe ha dimostrato di non avere alcun interesse a dividere il potere con i suoi rivali politici "E' tempo che i governi africani compiano un'azione decisa per allontanarlo dal potere", ha detto Odinga, "La divisione dei poteri è morta e non può funzionare con un dittatore", ha aggiunto, augurandosi che il Sudafrica, che conduce la mediazione a nome dell'Africa, si decida a dire a Mugabe che deve andarsene. |