| Adottata la Carta mondiale dei migranti |
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| Scritto da Daniela |
| Lunedì 21 Febbraio 2011 12:59 |
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Più di 150 i delegati delle associazioni migranti arrivati a Dakar da tutto il mondo per partecipare al Forum sociale mondiale dal 06 al’11 febbraio e adottare La Carta Mondiale dei Migranti. La proposta è stata lanciata nel 2006 a Marsiglia da un gruppo di sans papiers ed è stata adottata venerdì scorso a Gorée, “l’isola degli schiavi” a pochi chilometri da Dakar, precedendo l’apertura ufficiale del Forum. La Carta difende la libera circolazione delle persone, la soppressione dei visti e delle frontiere, l’uguaglianza dei diritti per coloro che vivono in uno stesso spazio geografico, l’esercizio di una piena cittadinanza fondata sulla residenza e non sulla nazionalità. Dal 2006 hanno aderito al progetto della Carta associazioni migranti da tutto il mondo costituendosi in diversi coordinamenti: europeo, africano asiatico e latino-americano. La Carta è il frutto di una stesura collettiva, dopo due giorni di dibattito e confronto tra i presenti: a Gorée si sono incontrate associazioni, reti e singoli; presenti le associazioni dei senegalesi immigrati in Italia come Stretta di Mano di Mantova, Sunugal Associazione Senegalesi di Milano e l’Associazione Senegalesi di Torino (Ast) tutte impegnate nel Comitato Primo Marzo. Per Jelloul Ben Hamida, dalla Tunisia immigrato in Francia negli anni Novanta, oggi coordinatore della Carta, migrante è colui che ha conosciuto uno spostamento volontario o forzato e di conseguenza un cambiamento; colui che ha l’identità sospesa tra due luoghi: un territorio d’origine e un territorio di accoglienza. Per Hamida l’adozione della Carta rappresenta un momento storico: “Gorée è un luogo carico di significati: è il simbolo della tratta, da qui parte la prima confisca dell’umanità e oggi si sono ritrovati i discendenti di coloro che furono schiavi o schiavisti per ridefinire la protezione dei diritti dei migranti e per costruire un mondo migliore senza muri. I migranti oggi non sono le vittime della crisi, ma i protagonisti di un cambiamento storico – continua Hamida – abbiamo iniziato a parlare della Carta a Marsiglia nel 2006 in 7-8 persone: oggi siamo qui a Dakar in duecento. Spero che il movimento diventerà sempre più numeroso intorno alla Carta. Ora è compito delle associazioni coinvolte appropriarsi dei contenuti e diffonderli organizzando manifestazioni e iniziative in tutto il mondo per renderla pubblica e raggiungere le istituzioni”. Con il sostegno della fondazione svizzera “Charles Leopold Mayer pour le progrés de l’homme”, il coordinamento della Carta si è dotato di strumenti per la comunicazione e ha diffuso il progetto via Web: www.cmmigrants.org e http://www.cmmigrants.org. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Marzo 2011 22:14 |
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