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Dramma a Haiti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 14 Gennaio 2010 20:11

Haiti distrutta, centomila vittime.

ultimo aggiornamento: 14 gennaio, ore 19:10

Roma, 14 gen. (Adnkronos) - "Non abbiamo notizie positive sugli italiani ad Haiti, nel senso che mancano all'appello alcune decine di persone, ma per fortuna non abbiamo neanche notizie negative". Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini da Addis Abeba.

E la conferma arriva dal responsabile dell'Unità di crisi Fabrizio Romano in conferenza stampa al ministero: "Abbiamo contattato circa 80 persone che consideriamo in salvo, ma qualche decina di persone manca all'appello e ci sono ragioni serie per essere preoccupati" ha detto Romano, annunciando che "la Protezione Civile attiverà a Port-au-Prince un'antenna dell'Unità di crisi, ovviando al problema delle comunicazioni e operando con un funzionario dell'ambasciata italiana a Santo Domingo". A Port-au-Prince è infatti arrivato il Falcon 900 del 31mo stormo dell'Aeronautica militare che ha portato un 'advanced team' con personale della Protezione civile, Forze armate, Croce Rossa e Guardia di Finanza.

 

Quanto alle notizie secondo cui alcuni italiani si trovavano nell'Hotel Montana della capitale haitiana, Romano ha riferito che non appena arrivato sull'isola "il nostro uomo andrà sul posto" per una verifica. Il responsabile dell'Unità di crisi ha poi detto di "non avere informazioni di italiani che lavoravano all'Onu'' coinvolti nella tragedia.

Parlando della presenza italiana ad Haiti, Romano ha invitato a essere "prudenti" perché "non è detto che tutti gli iscritti all'anagrafe consolare si trovassero'' nel Paese. Altri ''potrebbero trovarsi sull'isola senza avercelo comunicato"; per questa ragione, ha lanciato un appello perché "gli italiani che fossero a conoscenza di parenti o amici ad Haiti telefonino all'Unità di crisi, al numero 06.36225

Notizie di due italiane arrivano intanto da Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione 'Francesca Rava-Nph Italia Onlus': le due volontarie orginarie di Milano che collaborano con l'associazione, Caterina, 80 anni, sull'isola da diverso tempo, e Lucrezia di 38, arrivata a ottobre, sono salve. "Caterina si trovava nell'orfanotrofio, in una zona meno colpita dal sisma - spiega Rava all'ADNKRONOS - Lucrezia invece si è salvata per miracolo: era nell'ospedale di Petionville fino alla sera prima ma fortunatamente si era spostata". Rava è abbastanza ottimista sulle condizioni dei volontari italiani presenti sull'isola, "una decina circa": "Sono in contatto con la Farnesina e mi risulta che i volontari stanno tutti bene".

Rava sottolinea poi che l'ospedale pediatrico Nph Saint Damien, danneggiato dal terremoto ma ancora in piedi, è l'unico sull'isola ad avere due sale operatorie funzionanti e per questo è preso d'assalto da centinaia di feriti. "Il nostro ospedale è pediatrico ma stiamo accogliendo anche gli adulti".

Secondo quanto riferisce l'agenzia vaticana 'Fides', un ospedale funzionante è quello dei religiosi Camilliani con tre i sacerdoti italiani e due i padri haitiani. Lo riferisce padre Efisio Locci, responsabile dell'Ong 'Salute e Sviluppo'. Secondo i missionari, gli ospedali della zona sono andati distrutti tutti tranne quello dei Camilliani e un altro, anche se finora non si hanno conferme. ''L'ospedale è pieno - ha affermato il religioso - servono medicinali''.

Sul fronte degli AIUTI INTERNAZIONALI, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) lancia un appello per contributi urgenti mentre sta mobilitando personale specializzato e le risorse disponibili per far fronte ai bisogni umanitari più urgenti dei sopravvissuti.

L'Onu inizia a distribuire cibo tra gli abitanti. "La distribuzione di aiuti alimentari è iniziata" e oggi "cominceremo a Port-au-Prince", ha dichiarato Charles Vincent del Programma Alimentare Mondiale. Si tratta di una prima, limitata consegna di aiuti alimentari, "una goccia nel mare" ha ammesso. Ma è l'inizio dei soccorsi che si stanno via via intensificando.

I militari Usa della 82ma Divisione Aviotrasportata di Fort Bragg, in North Carolina, sono in partenza per Haiti, secondo quanto riferito alla 'Cnn' dal portavoce della divisione. Il primo gruppo di circa 3.500 militari si imbarcherà sui C-17 dalla base aerea Pope per arrivare a Port au Prince in serata.

Da parte sua, Israele invierà ad Haiti una squadra di 220 medici ed esperti di salvataggio per l'assistenza alle vittime. Gli aiuti in partenza comprendono anche un'unità di salvataggio dell'esercito e un ospedale da campo.

La Spagna, presidente di turno dell'Unione europea, garantirà l'evacuazione da Haiti di alcuni cittadini europei con l'aereo inviato con aiuti e soccorritori che invece rimarranno nel Paese. Lo rende noto il segretario di stato per l'Ue, Diego Lopez Garrido.

L'India ha annunciato che donerà un milione di dollari per i primi aiuti e le operazioni di soccorso alle vittime del terremoto che ha colpito Haiti. "Il governo indiano è profondamente rattristato per la morte e le distruzioni causate dal sisma" si legge in una dichiarazione del ministero degli Affari Esteri. Le autorità hanno poi reso noto che il personale delle forze di sicurezza del Paese in forza all'Onu a Haiti (140 unità) non ha subito perdite o feriti.

Circa quaranta persone, tra medici dell'Aeronautica militare brasiliana e volontari civili, sono pronti a partire dal Brasile verso Port-au-Prince per portare i primi soccorsi: lavoreranno nell'ospedale da campo che il governo brasiliano costruirà nella capitale del Paese caraibico.

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Gennaio 2010 20:44
 
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